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Autoethnography: Essaying the I

digital Autoethnography: Essaying the I
Article
journal COMUNICAZIONI SOCIALI
issue COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 3. L'impulso autoetnografico. Radicamento e riflessività nell'era intermediale
title Autoethnography: Essaying the I
author
publisher Vita e Pensiero
format Article | Pdf
online since 2012
issn 03928667 (print) | 18277969 (digital)
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Ebook format Pdf readable on these devices:

RIASSUNTO
Il saggio prende le mosse dalla ricognizione di un campo di ricerca sfuggente, ma allo stesso tempo di crescente centralità e interesse: la pervasività dell’autobiografia e della scrittura saggistica nelle forme audiovisive contemporanee. Dalle pratiche artistiche e sperimentali al film documentario, dai progetti digitali partecipativi alle modalità confessionali dominanti in televisione e su Internet, una tale soggettivazione dell’arte e dei media può essere vista, in termini filosofici ampi, come una conseguenza della cultura postmoderna e come risultato della crescente frammentazione dell’esperienza umana in un mondo globalizzato. Nondimeno, come mostrano molti progetti audiovisivi analizzati dall’autrice, questo accento sulla soggettività non implica una definitiva dispersione del sé, e neppure una chiusura dentro la propria intimità. Al contrario, l’impulso autoriflessivo è legato a un reale desiderio di comunicazione, manifestato dal filmmaker nel momento in cui si rivolge allo spettatore, coinvolgendolo entro una situazione comunicativa dove entrambi sono chiamati a presenziare come entità incarnate. Infine, l’attuale proliferazione di testi alla prima persona risponde – anche nei media audiovisivi – a una diffusa vocazione ad attestare la natura sociale dell’Io, ovvero il suo essenziale radicamento (embeddedness) nel proprio mondo di vita.

SUMMARY
The essay starts from an exploration of an elusive but increasingly compelling field: the pervasiveness of autobiography and essayistic writing in contemporary audiovisual expression. From artistic and experimental practices to non-fiction film, from collaborative digital projects to confessional modes of self-representation in television and on the Internet, such a personalisation of art and the media may be seen, in broad philosophical terms, as a consequence of postmodern discourse and as a result of the growing fragmentation of the human experience in a globalized world. Nevertheless, as many audiovisual projects analysed by the author show, such a focus on subjectivity does not imply a definitive displacement of the self, or even a closure within the horizon of one’s self. On the contrary, the impulse of self-investigation and self-reflection is linked to a real desire of communication, where the filmmaker addresses and engages with the spectator within a shared space of embodied subjectivity. Finally, the contemporary proliferation of first-person modes of expression in audiovisual media responds to a common vocation to attest the social nature of the I, that is to say its embeddedness in the world.

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Anno: 2018 - n. 1

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