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L’autobiografia automatica. Google Glass e condivisione dell’esperienza soggettiva

digital L’autobiografia automatica. Google Glass e condivisione dell’esperienza soggettiva
Article
journal COMUNICAZIONI SOCIALI
issue COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 3. L'impulso autoetnografico. Radicamento e riflessività nell'era intermediale
title L’autobiografia automatica. Google Glass e condivisione dell’esperienza soggettiva
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publisher Vita e Pensiero
format Article | Pdf
online since 03-2012
issn 03928667 (print) | 18277969 (digital)
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RIASSUNTO
L’intervento analizza il video One day..., diffuso viralmente nell’aprile 2012. Il video costituisce la mossa di lancio del Google Glass, un paio di occhiali ad alta tecnologia che permettono sia di interagire con forme di realtà aumentata, sia di condividere la rappresentazione della propria esperienza percettiva in prima persona con altri soggetti. In primo luogo, il video viene analizzato come esempio di uso del first person shot, una figura stilistica intermediale oggi estremamente diffusa; in quanto tale, il video esibisce la presenza di un corpo- sensore situato attivamente all’interno del mondo diegetico, caratterizzato da un’oscillazione tra un polo soggettuale-umano e uno oggettuale-tecnologico. In secondo luogo, il video viene analizzato in base all’idea di soggetto e di costituzione della soggettività che esso implica: attraverso un confronto con alcune teorie contemporanee, viene messo in rilievo il carattere situato e attivo del soggetto e la natura rappresentazionale della sua costituzione. Nelle conclusioni viene profilata l’ipotesi che una simile concezione della soggettività, definita ‘relazionale’, possieda una natura storica e culturale, e che tenda oggi a soppiantare la concezione ‘posizionale’, rappresentata dal dispositivo prospettico.

SUMMARY
The essay analyses the video titled One day..., broadcasted virally in April 2012. This video originated the launching of Google Glass, a high technology pair of glasses which allow you both to interact with forms of augmented reality, and to share with other subjects the representation of your personal perceptive experience. First of all, the video is analyzed as an example of the use of first person shot, a stylistic multimedia figure very popular today; the video as such shows the presence of a body-sensor actively positioned inside the diegetic world, characterized by the swing between a subject-human pole and an object-technological pole. Secondly, the video is analyzed according to the idea of the subject and the related construction of subjectivity: through the comparison of certain contemporary theories, the active character of the subject and the representational nature of its constitution have been observed. The conclusions outline the hypothesis that a similar conception of subjectivity, defined ‘relationship-wise’, has a historical and cultural nature, and which today would tend to replace the ‘positional’ conception, represented by the perspective device.

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Anno: 2018 - n. 1

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